mercoledì 6 luglio 2011

Un filo d'olio - letture gastronomiche



L'ho trovato per caso questo libro.
Spesso diffido dai libri che uniscono il romanzo alla gastronomia, libri che rischiano di essere deboli in tutta la loro struttura, con una storia forzatamente collegata alle ricette e quest'ultime che non hanno nulla di affidabile.
Così questo libro l'ho preso in mano con un filo di diffidenza mitigato dalla simpatia che provo verso la casa editrice (Sellerio editore che pubblica tra gli altri Carofiglio, Camilleri, Bartlett....) e l'ho sfogliato e letto le prime righe: mi sono bastate per decidere di comprarlo, lo stile della scrittrice mi piaceva e le ricette le avrei valutate con calma, male che poteva andare avrei letto un buon romanzo.
E così è stato.
La storia è autobiografica, racconta l'infanzia dell'autrice durante i soggiorni estivi nella casa di campagna di famiglia, tra gesti e abitudini d'altri tempi, fa immergere nei profumi e sapori della Sicilia.
Non ci sono mai stata sapete, in Sicilia, eppure vi assicuro che è stato come essere lì durante la lettura, a spiare i lavori in cucina con gli occhi da bambina; mi ha riportato alla memoria sensazioni e emozioni, gesti eseguiti da mani sapienti, ho riconosciuto la nascita e la crescita di quell'amore e quella curiosità per la cucina, avvenute in modo così naturale, quasi inesorabile, che mi sono sentita accumunata a lei nonostante la differenza di età e di luoghi.
Le ricette sono semplici, sono quelle della sua famiglia con poche varianti che hanno subito nel tempo. Sono pubblicate in fondo al libro, in un ordine particolare (sono divise per mesi), ma richiamate in tutta la storia, in modo davvero dettagliato.
Un bel libro insomma, che sono certa potrà piacere a chiunque ami i romanzi e la buona cucina.

3 commenti:

lucy ha detto...

grazie del tuo cnsiglio, f sempre piacere una buona lettura

Mariabianca ha detto...

Piacere di conoscerti,mi sono aggiunta ai tuoi lettori.

Fede ha detto...

Grazie a entrambe per essere passate di qui :)